Tassi Mei Li Alessandra

Cosa resterà ?

vita,amore e morte

by Mei Li on set.03, 2010, under Cosa resterà ?

ywmStati Uniti, estate del 1981.
Egli volle mettermi alla prova, regalandomi una cintura nera di seta.
Io ero lì davanti a lui, il mio primo maestro Yang Wei Ming, incerta se accettarla o no, incerta come sempre, o meglio come lui mi aveva insegnato ad esserlo.
“ Quando cominci a pensare di aver capito qualcosa, quando pensi di avere delle convinzioni solide, allora è ora di cominciare tutto da capo” questo soleva ripetermi ogni anno, sin dal nostro primo incontro nel 1974.
Lui era il mio maestro, e se aveva deciso di insegnarmi, c’era sicuramente un motivo perché quelle cose e soprattutto in quell’epoca non si insegnavano agli occidentali.
Io non ero che uno scricciolo di 9 anni, e lui un vecchio, quando mio padre mi affidò nelle sue mani per la mia formazione nelle arti del Tao. Lui prese ad insegnarmi come ad una figlia, perché figlia di un suo grande amico, e così anno dopo anno, mio padre in Italia e il Mio maestro all’estero mi aiutarono a crescere.
Da un uomo così, che tanto mi aveva dato, senza mai sottrarmi all’educazione impartitami da mio padre, mi dovevo comunque aspettare di tutto, perché lui era sempre pronto a mettermi in crisi, per farmi crescere ulteriormente e questo mio padre lo sapeva.
Allora, davanti alla cintura che mi veniva offerta, gli dissi:
” Non la voglio, riprenditi la cintura e invece dammi tutto il tuo sapere! “.
Avevo solo 16 anni. Seguirono due anni di estrema inquietudine da parte mia, con quella frase avevo dimostrato il disinteresse per l’apparenza delle cose, mirandone alla sostanza, ma temetti di averlo gravemente offeso, poiché avevo messo in dubbio il suo amore per me, e cioè che non mi avesse insegnato ancora tutto. La tradizione infatti dice “ Quando insegni all’allievo, nascondigli sempre qualcosa, e dallo solo ai figli e non alle figlie “.
In quei due anni temevo il confronto con lui, pareva che mi scrutasse nel più profondo dell’animo e che non riuscissi a nascondergli nulla.
Non riuscivo più ad avere un dialogo con lui perché quando stavo per dirgli qualcosa, lui mi anticipava sia nella domanda che nella risposta, oppure quando gli raccontavo un problema, lui taceva, segno che dovevo trovare la risposta dentro di me.
Estate del 1983.
Ci sedemmo uno di fronte all’altra, e lui mi ricordò le uniche cose importanti nella vita: il Tao, la famiglia e i maestri. Non che le altre cose non fossero importanti, ma mi ricordò che dovevano necessariamente dipendere da questi tre valori fondamentali. Lui aveva fatto questa cosa molti anni prima, da giovane, davanti al suo maestro, con cerimonia segreta lì si era votato alla Via .
Quel giorno voleva assolutamente rifarlo e lì davanti a me, e fu così che  pronunciò nuovamente quel suo giuramento con tre gesti rituali.
Io sentii in quel momento una tale affinità con lui, così tale da volere diventare come lui, che quando capii che mi stava invitando ad imitarlo, non esitai un momento.
Fu così che insieme a lui pronunciai il mio giuramento alla Via, conformando da quel momento la mia vita ed il mio pensiero alla sua scelta di vita, conscia che stavo entrando in un cammino senza ritorno, ma non timorosa, perché di lui mi fidavo.
Lui era vecchio ed invece io nel pieno fulgore fisico da diciottenne, ma in quel momento di fronte alla Via, fra di noi sentivo che non vi era alcuna più differenza.
Era davvero una persona speciale, una persona che aveva dedicato la sua vita alle arti marziali e alle arti del Tao, ma io ancora mi accontentavo di allenarmi con lui e di apprendere cose nuove. Insomma scoprii in seguito che non volevo proprio crescere.
Mi pose un quesito.
” Quando non ci sarò più, tu andrai ad imparare da una persona come me, che
possiede la conoscenza e ti insegna bene, ma non può darti gradi e
diplomi, oppure andrai da un arrogante e presuntuoso, che centellina il
sapere, ma che ti può certificare qualifiche? “.
Il dilemma mi tormentò per un giorno intero, cosa aveva voluto dire ? Che bisogno c’era di avere gradi e qualifiche in questa grande avventura meravigliosa ? Questo lo scoprii molti anni dopo, ma è un’altra storia.
“ Io ho te, perciò non andrò ne da uno, né dall’altro, ma se dovesse capitarmi sicuramente andrò da una persona che potrà darmi entrambe le cose! “.
Questo gli dissi il giorno seguente, così a bruciapelo, in maniera spontanea e scanzonata.
Era il mio ultimo giorno con lui, l’indomani sarei ripartita per l’Italia dove mi attendeva la mia vita da studentessa.
Fu allora che mi rispose : “Sono contento perchè ho finalmente terminato la mia splendida opera d’arte vivente”.
Due giorni dopo appresi la notizia della sua morte.
Mi impedirono di raggiungerlo e quello fu per me il dolore più grande, non poterlo rivedere, non poter prendere alcun ricordo di lui,in seguito scoprii perchè,ma anceh questa è un’ altra storia.
Una foto, mi aveva lasciato solamente una sua foto vecchia,un ventaglio e un suo costume rituale.Io lo sentivo comunque vicino. Quante cose e sensazioni che non posso o non riesco a raccontare!
Se in quei 9 anni passati con lui fossi stata meno stupida, se gli avessi dato più retta, se mi fossi applicata di più se fossi riuscita almeno a dirgli quanto gli volevo bene  ad esprimergli tutta la mia stima ed il rispetto nei suoi confronti.
E invece no, che stupida, poi proprio quando ero convinta di rivederlo presto, quando che avevo voglia e sentivo il bisogno di porgli delle domande e soprattutto dirgli che gli volevo bene e che gli ero riconoscente per quello che aveva fatto di me, che adesso stavo cominciando a capire la vita……… mio maestro non c’era più.
Era morto perché io potessi crescere.
Fu così che decisi di diventare a mia volta una maestra e tutta la mia vita radicalmente cambiò in funzione di questo, ma anche questa è un’altra storia ed è forse la mia più grande storia d’amore di questo mio tempo.

Leave a Comment more...

Tutto ha inizio e fine

by Mei Li on set.03, 2010, under Cosa resterà ?

alessandra1Tutto ha un inizio e tutto ha una fine.

Solo i ricordi restano per sempre.

Credo di aver imparato ad accettare ” il cambiamento “

Leave a Comment more...

Un languido puntino nero

by Mei Li on dic.07, 2009, under Cosa resterà ?, eventi

ale1Non sono scomparsa, ho avuto il mio bel da fare. Lo scorso week end io insieme ai nostri ragazzi campioni mondiali abbiamo ritirato il premio alla carriera marziale al World Olympus, manifestazione internazionale di rilievo svoltasi a Marsala. Poi ho fatto un po’ di interviste radio, tv e giornali. Mi hanno conferito il 7° grado di cintura nera per meriti sportivi, che penso davvero di meritare e che ho accettato volentieri come riconoscimento per tutto il lavoro da me svolto fino ad oggi, ma di cui mi importa relativamente. Io ho aperto la manifestazione con un’ esibizione di tai chi, seguita da dimostrazioni di arti marziali fatte da campioni mondiali di alto livello. Rispetto ai miei colleghi, ho scelto una coreografia molto semplice, un costume anonimo, una base musicale malinconica. In quella prestigiosa occasione bandierein cui tutti sfavillavano, molti probabilmente si aspettavano un’ Alessandra in costume dorato e le solite tecniche spettacolari con le gambe, quale migliore occasione per sfoggiare ? Invece è stato come se volessi annullarmi e scomparire sulla scena, per fare posto al Tai Chi vero, quello che dopotutto non è poi così spettacolare, perché vissuto dall’ interno e che sicuramente ha toccato l’animo di qualcuno. Rispetto a tutti quegli omoni grossi, agili, muscolosi che catalizzavano la scena con spettacolari rotture di tegole, tavole, marmi, che maneggiavano abilmente armi, che saltavano, cadevano, toccavano il cielo con le gambe nei loro costumi vistosi, io piccolina, vista dalle gradinate sembravo una mosca, un puntino nero che si muoveva in diplomamaniera languida in mezzo al campo. Mi sono accorta che più viene manifestata esteriorità e più tendo a guardarmi dentro, a cercare il vero volto dell’ arte. Comunque sono stati bei giorni di gare di combattimento, spettacoli, divertimento, passati in amicizia con persone da varie parti del mondo, in una bella location che favorisce le relazioni. Attualmente la mia vita è un frammisto fra il “voler esserci” e “voler fare spazio agli altri” . penso sempre in funzione a chi sta diventando bravo e che ben presto, se non di già merita il suo spazio sulla scena e a volte cerco di sottrarmi per offrire agli alti un’ opportunità. Da quando ho vinto il campionato del mondo che ha coronato tutta quest mia lunga carriera, non disdegno affatto essere protagonista ed ospite di manifestazioni di rilievo e mi stimolano le interviste televisive e radiofoniche, anche se devo riconoscere che ultimamente mi sono squadra1sottoposta con un ritmo incessante a trasferte ed ho dovuto rinunciare a ciò che ho di più caro: le mie lezioni con i miei studenti. Quando sono costretta a stare lontano dalla scuola, penso sempre a chi rimane a casa ad occuparsene, per assicurare una continuità didattica e mi riferisco ai miei fratelli giurati Max e Igor, che sono davvero preziosi per me in questi momenti. Solo quando sono sulla scena e mi muovo, medito solo sui movimenti che faccio, non posso fare altrimenti, a volte muovo il corpo per eseguire una tecnica, a volte sento che il mio corpo e la tecnica sono la stessa cosa, qualche volta mi capita persino che sia la tecnica stessa a muovere il mio corpo. E’ una strana sensazione quella di ” essere mossa “, forse è li che si incarna veramente il concetto di arte.

Leave a Comment more...

L ‘ importanza di avere radici

by Mei Li on ott.28, 2009, under Cosa resterà ?

famigliaMolto spesso la gente rimane turbata dalla mia figura un po’ fuori dai consueti modelli che sono nell’immaginario collettivo, quei particolari schemi che vedono il maestro di Tai Chi Chuan sempre piuttosto anziano, quasi un santo che ti fa pesare  dall’alto dei cieli ogni minima parola di saggezza e briciola di insegnamento. Io Tassi Mei Li Alessandra o piaccio o non piaccio immediatamente, soprattutto perché sin dai primi approcci faccio piazza pulita di tutte le etichette che sono state ingiustamente appioppate al Tai Chi ed ai personaggi che lo hanno divulgato. Per un maestro, essere uomo o donna, giovane o anziano, è assolutamente relativo e la vecchiaia non sempre è sinonimo di saggezza, così come la gioventù non sempre rappresenta poca serietà o incompetenza. Invece c’ è un problema molto più degno di nota: avere a che fare con un pensiero fortemente dualistico e scoprire che la maggior parte delle persone ha corpo e mente completamente sconnesse. Mi sforzo di trovare una mediazione fra il pensiero Cinese e quello Occidentale per far comprendere il concetto di unità del corpo fisico ed energetico. Nella nostra cultura, in cui per fare filosofia e ricerca siamo abituati ad usare la testa, è difficile raccontare che nel caso del Tai Chi Chuan lo strumento che esprime l’ amore per la conoscenza è proprio il corpo ( inteso come unità corpo – mente ) e che per arrivare alla ” conoscenza ” è proprio necessario imparare inizialmente a trattarlo bene, per poi usarlo per evolversi spiritualmente. Il corpo è tutto ciò di concreto che qui ed ora su questa terra abbiamo a disposizione , la nostra ricerca parte dal basso. E’ strettamente necessario all’ inizio passare per la meccanica del corpo. Voglio dimostrare alle mie classi perché i movimenti devono fare in quel modo per una correttezza fisiologica dal punto di vista biomeccanico ed energetico, qual’ è la più corretta ed efficace applicazione marziale di ogni postura, per poi arrivare a spiegare quale significato esoterico e simbolico si nasconde dietro ad ogni gesto ed inoltre qual’ è l’ effetto di ogni movimento abbinato alla respirazione su ogni organo o funzione, secondo la dottrina della medicina cinese, ma per fare tutto questo i rendo conto che ci vuole molto tempo. Purtroppo per anni il Tai Chi Chuan è stato fatto passare esclusivamente per una ginnastica dolce, nascondendo invece la sua vera natura di madre delle arti marziali, anzi, la più terribile e altamente pericolosa, dato che ogni tecnica eseguita su di un arto, lo disarticola in tre punti e vi sono molte tecniche di blocco del sangue e del respiro e pressioni su punti del corpo molto dolorosi…… Il Tai Chi Chuan non è esclusivamente terapeutico e non serve solo per rilassarsi, anche se la maggior parte delle persone pensa in questo modo e viene a scuola per motivi di salute. Il Tai Chi Chuan è una disciplina completa e così ricca: è ginnastica, forma, applicazione, combattimento, cinna, meditazione, ch’i kung, respirazione, ritualità, massaggio, medicina cinese, dottrina e tante altre cose……… L’ importante per me è far capire alla gente che la riforma Popolare Cinese purtroppo ha ridotto drasticamente il Tai Chi ai minimi termini e che quello che attualmente viene proposto al di fuori dalla mia scuola è differente e snaturato dalla tradizione antica. Purtroppo da quando Yang Chen Fu, nipote del fondatore dello stile Yang, Yang Lu Chan, decise di trasformare il Tai Chi di famiglia per divulgarlo alle masse, prese sempre più le distanze dalla forma originale da lui appresa insieme al fratello Yang Shao Hu. In tutta risposta a questa riforma, Yang Shao Hu si dissociò dal fratello Yang Chen Fu e con 4 discepoli fedeli alla tradizione, fra cui il mio maestro, continuò a portare avanti segretamente la tradizione e solo a queste persone votate continuò a rivelare le più sofisticate tecniche marziali basate sui tien hsue ( punti di pressione ). Il mio maestro Yang Wei Ming, che era un prete taoista e che conosceva molto bene anche la dottrina segreta, dopo essersi distaccato dall’ ambiente monastico, era riuscito mediante una cerimonia iniziatica a diventare allievo interno di Yang Shao Hu. Mi raccontava sempre che a differenza del fratello Chen Fu, Yang Shao Hu era molto severo e che faceva dure selezioni per ammettere gli studenti, che al loro ingresso venivano picchiati brutalmente e chi resisteva poi veniva istruito nel Kung Fu. meilipiccolaQuando io fui affidata al mio maestro Yang Wei Ming, lui molto severamente, ma anche pazientemente iniziò ad istruirmi non solo nelle arti marziali, ma anche nei misteri del Tao, sempre in relazione a ciò che potevo capire, dato che dopotutto non ero che una ragazzina. Quando mi parlava seriamente in un’ inglese stentato, a volte non lo potevo sopportare, perchè a me piaceva solo giocare e menare le mani; negli ultimi passati anni con lui, invece ero più grande e non mi perdevo un momento delle sue storie antiche; ora che non c’è più, col senno di poi, provo un profondo rammarico per le occasioni perse ed una grande nostalgia per quei momenti che non vivrò più. Solo ora da adulta e pienamente realizzata, mi rendo conto della grandezza di quell’uomo, che mi ha offerto la possibilità di avere un’altra visione del mondo, senza però mai pretendere di cambiarmi; lui si rendeva conto delle mie radici occidentali e cristiane. Il mio maestro mi ha voluto davvero bene perché, rispettando la mia cultura e la mia religione, è  riuscito a trasmettermi comunque il suo amore per l’arte marziale, un sapere esoterico e tradizionale immenso e soprattutto enormi valori morali, con il suo esempio di vita, senza plagiarmi. Una persona degnissima che ha avuto il coraggio di rimanere se stesso, nonostante il mutare dei tempi. Poi alla sua morte io ho assunto l’ impegno di conservare tutto ciò che avevo imparato e di trasmetterlo ad altri in parte e magari nel totale a persone veramente appassionate. E’ stato lui a darmi la spinta per continuare a ricercare ed è per questo che durante tutto la mia vita io non ho mai smesso di ricercare secondo la mia tradizione occidentale e dedicarmi anche allo studio di tradizioni, culture e gestualità differenti dalle mie. E così ecco svelato il mistero della mia discendenza, del mio essere una persona a 360 gradi, poliglotta e in grado di comprendere e convivere con culture diverse dalla mia. Io oggi sono l’unica conservatrice di tutto quel grande sapere antico e non nascondo che la cosa mi spaventa, perché in giro l’ignoranza in materia è ancora tanta ! L’ unica cosa che lamento è che a me piacerebbe ancora viaggiare di più e invece ora ho dei doveri nei confronti della scuola che dirigo. meiligrandeIl mio compito oggi è accogliere le persone nella mia scuola proprio per dare la possibilità di conoscere le antiche tradizioni marziali e incoraggio gli allievi a proseguire, spiegando loro che le difficoltà sono necessarie ogni volta per poter fare un salto di qualità ulteriore e che le difficoltà si superano con l’aiuto del maestro e dei compagni. A me importa di mostrare alla gente cosa ho imparato dal mio primo maestro e di trasmettere ai miei allievi oltre ai movimenti, il senso della vita e valori morali universali che possono migliorare il mondo ed i rapporti fra le persone. Attualmente il mio obiettivo principale è quello di insegnare agli allievi come insegnare a loro volta ad altre persone, per fare in modo che nulla di questo prezioso tesoro che custodisco venga sprecato e soprattutto che questa mia eredità venga tramandata alle generazioni future. Le uniche soddisfazioni che ripagano tutti i miei sacrifici sono i miei allievi sempre presenti nella scuola e il loro comportamento fatto di stima ed affetto.

 
1 Comment more...

Le foto di questo blog

by Mei Li on ott.21, 2009, under Cosa resterà ?

alegrupoChe nessuno me ne voglia a male, ma su questo blog, eccetto quando parlo di manifestazioni di arti marziali, quando racconto i miei amici e le mie passioni non intendo pubblicare foto ufficiali. Quelle vanno bene per i siti del C.A.A.M., ma dietro la nostra facciata, cè sempre la vita quotidiana, lo scherzo, l’ ironia, il sentimento, la spontaneità e una fotocamera in agguato!!!!

 

 

 

alemare    ATTENTI ! spada
047 spumante
Leave a Comment more...

Cosa resterà?

by Mei Li on ott.13, 2009, under Cosa resterà ?


Noi siamo il prodotto di tutte le esperienze fatte in questa vita.
Tanti ricordi, tanti luoghi e tante persone di cui vorrei raccontare in questo blog, adesso che ho deciso di farlo, ma mi rendo conto che con una vita così carica di avvenimenti pubblici, per me sarebbe troppo complesso ricostruire tutto dal punto di vista interno ed emotivo, e tutto si ridurrebbe epicamente ad una sorta di autocelebrazione delle proprie gesta eroiche.
Mi rendo conto che QUI E ADESSO E’ IL VERO PUNTO DI PARTENZA.
Quest’ anno che sta per finire, che mi ha vista protagonista di qualcosa di davvero importante per me, è il vero punto di partenza per raccontare ciò che sta dietro la facciata o meglio l’ esperienza personale emotiva e di crescita vista ” da dentro” ogni avvenimento.
Sono così ancora proiettata verso il futuro, ma ogni volta che ci sarà un richiamo al passato, mi ci riaggancerò, poiché è proprio in quel passato che io ho le mie radici, come donna e come maestra.

1 Comment more...