L ‘ importanza di avere radici
by Mei Li on ott.28, 2009, under Cosa resterà ?
Molto spesso la gente rimane turbata dalla mia figura un po’ fuori dai consueti modelli che sono nell’immaginario collettivo, quei particolari schemi che vedono il maestro di Tai Chi Chuan sempre piuttosto anziano, quasi un santo che ti fa pesare dall’alto dei cieli ogni minima parola di saggezza e briciola di insegnamento. Io Tassi Mei Li Alessandra o piaccio o non piaccio immediatamente, soprattutto perché sin dai primi approcci faccio piazza pulita di tutte le etichette che sono state ingiustamente appioppate al Tai Chi ed ai personaggi che lo hanno divulgato. Per un maestro, essere uomo o donna, giovane o anziano, è assolutamente relativo e la vecchiaia non sempre è sinonimo di saggezza, così come la gioventù non sempre rappresenta poca serietà o incompetenza. Invece c’ è un problema molto più degno di nota: avere a che fare con un pensiero fortemente dualistico e scoprire che la maggior parte delle persone ha corpo e mente completamente sconnesse. Mi sforzo di trovare una mediazione fra il pensiero Cinese e quello Occidentale per far comprendere il concetto di unità del corpo fisico ed energetico. Nella nostra cultura, in cui per fare filosofia e ricerca siamo abituati ad usare la testa, è difficile raccontare che nel caso del Tai Chi Chuan lo strumento che esprime l’ amore per la conoscenza è proprio il corpo ( inteso come unità corpo – mente ) e che per arrivare alla ” conoscenza ” è proprio necessario imparare inizialmente a trattarlo bene, per poi usarlo per evolversi spiritualmente. Il corpo è tutto ciò di concreto che qui ed ora su questa terra abbiamo a disposizione , la nostra ricerca parte dal basso. E’ strettamente necessario all’ inizio passare per la meccanica del corpo. Voglio dimostrare alle mie classi perché i movimenti devono fare in quel modo per una correttezza fisiologica dal punto di vista biomeccanico ed energetico, qual’ è la più corretta ed efficace applicazione marziale di ogni postura, per poi arrivare a spiegare quale significato esoterico e simbolico si nasconde dietro ad ogni gesto ed inoltre qual’ è l’ effetto di ogni movimento abbinato alla respirazione su ogni organo o funzione, secondo la dottrina della medicina cinese, ma per fare tutto questo i rendo conto che ci vuole molto tempo. Purtroppo per anni il Tai Chi Chuan è stato fatto passare esclusivamente per una ginnastica dolce, nascondendo invece la sua vera natura di madre delle arti marziali, anzi, la più terribile e altamente pericolosa, dato che ogni tecnica eseguita su di un arto, lo disarticola in tre punti e vi sono molte tecniche di blocco del sangue e del respiro e pressioni su punti del corpo molto dolorosi…… Il Tai Chi Chuan non è esclusivamente terapeutico e non serve solo per rilassarsi, anche se la maggior parte delle persone pensa in questo modo e viene a scuola per motivi di salute. Il Tai Chi Chuan è una disciplina completa e così ricca: è ginnastica, forma, applicazione, combattimento, cinna, meditazione, ch’i kung, respirazione, ritualità, massaggio, medicina cinese, dottrina e tante altre cose……… L’ importante per me è far capire alla gente che la riforma Popolare Cinese purtroppo ha ridotto drasticamente il Tai Chi ai minimi termini e che quello che attualmente viene proposto al di fuori dalla mia scuola è differente e snaturato dalla tradizione antica. Purtroppo da quando Yang Chen Fu, nipote del fondatore dello stile Yang, Yang Lu Chan, decise di trasformare il Tai Chi di famiglia per divulgarlo alle masse, prese sempre più le distanze dalla forma originale da lui appresa insieme al fratello Yang Shao Hu. In tutta risposta a questa riforma, Yang Shao Hu si dissociò dal fratello Yang Chen Fu e con 4 discepoli fedeli alla tradizione, fra cui il mio maestro, continuò a portare avanti segretamente la tradizione e solo a queste persone votate continuò a rivelare le più sofisticate tecniche marziali basate sui tien hsue ( punti di pressione ). Il mio maestro Yang Wei Ming, che era un prete taoista e che conosceva molto bene anche la dottrina segreta, dopo essersi distaccato dall’ ambiente monastico, era riuscito mediante una cerimonia iniziatica a diventare allievo interno di Yang Shao Hu. Mi raccontava sempre che a differenza del fratello Chen Fu, Yang Shao Hu era molto severo e che faceva dure selezioni per ammettere gli studenti, che al loro ingresso venivano picchiati brutalmente e chi resisteva poi veniva istruito nel Kung Fu.
Quando io fui affidata al mio maestro Yang Wei Ming, lui molto severamente, ma anche pazientemente iniziò ad istruirmi non solo nelle arti marziali, ma anche nei misteri del Tao, sempre in relazione a ciò che potevo capire, dato che dopotutto non ero che una ragazzina. Quando mi parlava seriamente in un’ inglese stentato, a volte non lo potevo sopportare, perchè a me piaceva solo giocare e menare le mani; negli ultimi passati anni con lui, invece ero più grande e non mi perdevo un momento delle sue storie antiche; ora che non c’è più, col senno di poi, provo un profondo rammarico per le occasioni perse ed una grande nostalgia per quei momenti che non vivrò più. Solo ora da adulta e pienamente realizzata, mi rendo conto della grandezza di quell’uomo, che mi ha offerto la possibilità di avere un’altra visione del mondo, senza però mai pretendere di cambiarmi; lui si rendeva conto delle mie radici occidentali e cristiane. Il mio maestro mi ha voluto davvero bene perché, rispettando la mia cultura e la mia religione, è riuscito a trasmettermi comunque il suo amore per l’arte marziale, un sapere esoterico e tradizionale immenso e soprattutto enormi valori morali, con il suo esempio di vita, senza plagiarmi. Una persona degnissima che ha avuto il coraggio di rimanere se stesso, nonostante il mutare dei tempi. Poi alla sua morte io ho assunto l’ impegno di conservare tutto ciò che avevo imparato e di trasmetterlo ad altri in parte e magari nel totale a persone veramente appassionate. E’ stato lui a darmi la spinta per continuare a ricercare ed è per questo che durante tutto la mia vita io non ho mai smesso di ricercare secondo la mia tradizione occidentale e dedicarmi anche allo studio di tradizioni, culture e gestualità differenti dalle mie. E così ecco svelato il mistero della mia discendenza, del mio essere una persona a 360 gradi, poliglotta e in grado di comprendere e convivere con culture diverse dalla mia. Io oggi sono l’unica conservatrice di tutto quel grande sapere antico e non nascondo che la cosa mi spaventa, perché in giro l’ignoranza in materia è ancora tanta ! L’ unica cosa che lamento è che a me piacerebbe ancora viaggiare di più e invece ora ho dei doveri nei confronti della scuola che dirigo.
Il mio compito oggi è accogliere le persone nella mia scuola proprio per dare la possibilità di conoscere le antiche tradizioni marziali e incoraggio gli allievi a proseguire, spiegando loro che le difficoltà sono necessarie ogni volta per poter fare un salto di qualità ulteriore e che le difficoltà si superano con l’aiuto del maestro e dei compagni. A me importa di mostrare alla gente cosa ho imparato dal mio primo maestro e di trasmettere ai miei allievi oltre ai movimenti, il senso della vita e valori morali universali che possono migliorare il mondo ed i rapporti fra le persone. Attualmente il mio obiettivo principale è quello di insegnare agli allievi come insegnare a loro volta ad altre persone, per fare in modo che nulla di questo prezioso tesoro che custodisco venga sprecato e soprattutto che questa mia eredità venga tramandata alle generazioni future. Le uniche soddisfazioni che ripagano tutti i miei sacrifici sono i miei allievi sempre presenti nella scuola e il loro comportamento fatto di stima ed affetto.


maggio 19th, 2010 on 00:55
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Christian, Satellite Direct Tv