Un languido puntino nero
by Mei Li on dic.07, 2009, under Cosa resterà ?, eventi
Non sono scomparsa, ho avuto il mio bel da fare. Lo scorso week end io insieme ai nostri ragazzi campioni mondiali abbiamo ritirato il premio alla carriera marziale al World Olympus, manifestazione internazionale di rilievo svoltasi a Marsala. Poi ho fatto un po’ di interviste radio, tv e giornali. Mi hanno conferito il 7° grado di cintura nera per meriti sportivi, che penso davvero di meritare e che ho accettato volentieri come riconoscimento per tutto il lavoro da me svolto fino ad oggi, ma di cui mi importa relativamente. Io ho aperto la manifestazione con un’ esibizione di tai chi, seguita da dimostrazioni di arti marziali fatte da campioni mondiali di alto livello. Rispetto ai miei colleghi, ho scelto una coreografia molto semplice, un costume anonimo, una base musicale malinconica. In quella prestigiosa occasione in cui tutti sfavillavano, molti probabilmente si aspettavano un’ Alessandra in costume dorato e le solite tecniche spettacolari con le gambe, quale migliore occasione per sfoggiare ? Invece è stato come se volessi annullarmi e scomparire sulla scena, per fare posto al Tai Chi vero, quello che dopotutto non è poi così spettacolare, perché vissuto dall’ interno e che sicuramente ha toccato l’animo di qualcuno. Rispetto a tutti quegli omoni grossi, agili, muscolosi che catalizzavano la scena con spettacolari rotture di tegole, tavole, marmi, che maneggiavano abilmente armi, che saltavano, cadevano, toccavano il cielo con le gambe nei loro costumi vistosi, io piccolina, vista dalle gradinate sembravo una mosca, un puntino nero che si muoveva in
maniera languida in mezzo al campo. Mi sono accorta che più viene manifestata esteriorità e più tendo a guardarmi dentro, a cercare il vero volto dell’ arte. Comunque sono stati bei giorni di gare di combattimento, spettacoli, divertimento, passati in amicizia con persone da varie parti del mondo, in una bella location che favorisce le relazioni. Attualmente la mia vita è un frammisto fra il “voler esserci” e “voler fare spazio agli altri” . penso sempre in funzione a chi sta diventando bravo e che ben presto, se non di già merita il suo spazio sulla scena e a volte cerco di sottrarmi per offrire agli alti un’ opportunità. Da quando ho vinto il campionato del mondo che ha coronato tutta quest mia lunga carriera, non disdegno affatto essere protagonista ed ospite di manifestazioni di rilievo e mi stimolano le interviste televisive e radiofoniche, anche se devo riconoscere che ultimamente mi sono
sottoposta con un ritmo incessante a trasferte ed ho dovuto rinunciare a ciò che ho di più caro: le mie lezioni con i miei studenti. Quando sono costretta a stare lontano dalla scuola, penso sempre a chi rimane a casa ad occuparsene, per assicurare una continuità didattica e mi riferisco ai miei fratelli giurati Max e Igor, che sono davvero preziosi per me in questi momenti. Solo quando sono sulla scena e mi muovo, medito solo sui movimenti che faccio, non posso fare altrimenti, a volte muovo il corpo per eseguire una tecnica, a volte sento che il mio corpo e la tecnica sono la stessa cosa, qualche volta mi capita persino che sia la tecnica stessa a muovere il mio corpo. E’ una strana sensazione quella di ” essere mossa “, forse è li che si incarna veramente il concetto di arte.

